dal blog di Umberto Palazzo:
David Byrne ha previsto che l'industria discografica finirà nel 2012. Probabilmente è stato troppo generoso nella prognosi, come sembra chiaro da alcuni segnali che arrivano in questi giorni e che riguardano alcuni fra i gruppi più importanti del mondo. Clamoroso è il caso dei Radiohead che hanno scavalcato del tutto l'industria e stanno vendendo su prenotazione la copia fisica del nuovo, splendido "In rainbows" (in uscita via mail order il tre dicembre), mentre consentono di scaricare legalmente gli mp3 in cambio di un'offerta -udite, udite! - libera. Proprio così: l'utente decide quanto offrire e diventa legittimo possessore di qualcosa (e questo è implicito nell'operazione) che non ha effettivamente alcun valore, cioè lo scadente file di compressione mp3.
Prince, provocatoriamente, ha regalato ben due milioni di copie del suo ultimo album allegandolo ad un rotocalco inglese ad alta diffusione. Pensate: come se Ramazzotti regalasse il prossimo Cd con "Sorrisi e Canzoni". Il gesto sarebbe stato sicuramente più deflagrante, però, se il disco non fosse stato così brutto.
Ma i più progrediti nel volere e cercare un contatto diretto ed esclusivo con il proprio pubblico (e anche con i negozi di dischi superstiti) sono i berlinesi Einsturzende Neubauten. Il loro recentissimo ed eccellente album "Alles Wieder Offen" è una rivoluzionaria operazione culturale e di marketing, già dal titolo che vuol dire "di nuovo tutto aperto".
L'opera è stata interamente finanziata da fan iscritti in una speciale lista di soci sostenitori, che hanno pagato in anticipo (e non a buon prezzo) le loro copie PRIMA che iniziasse la realizzazione dell'album. Questi early adopters hanno potuto seguire tutta la lavorazione ed esprimere le loro opinioni sui bozzetti delle canzoni, quindi in qualche modo hanno collaborato all'opera. Inoltre hanno ricevuto cd che raccolgono i più interessanti scarti di lavorazione, che nel caso di una band come Einsturzende Neubauten sono pezzi piuttosto interessanti. Si tratta di una geniale operazione di marketing che per una volta è a fin di bene: infatti la band di Blixa Bargeld ha un'integrità artistica al di sopra di ogni sospetto. Basta un minuto d'ascolto per capire che, pur essendo un disco di canzoni, non somiglia a nulla e il suono, pur non essendo elettronico, sembra venire da un altro pianeta. Soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica, che è quasi interamente costituita da oggetti trovati, ma non suona come spazzatura perché la ricerca sul timbro e sulla resa elettroacustica è di livello massimo. "Alles wieder offen" è interamente in tedesco e Blixa Brageld, ancora una volta, ci dimostra di essere uno dei cantanti più geniali del mondo. Ma tutto ciò è praticamente il contrario di quello che desidera l'industria culturale, che, notoriamente, è sempre alla ricerca del minimo comune denominatore, del prodotto di massa che non crei attriti, che non costringa a pensare, che consolidi certezze via via più fasulle. Quindi, il fin di bene dell'operazione è usare una rivoluzionaria strategia di marketing per ottenere la completa libertà di espressione artistica e realizzare un'opera che anche culturalmente ed esteticamente sia una sfida alle regole convenzionali.
"Alles Wieder Offen", di nuovo tutto aperto, dimostra che un uso consapevole di internet e delle strategie di comunicazione può liberare l'artista dall'oppressiva ottusità dell'industria. Non è per niente casuale che l'album si rifaccia nei titoli, nei testi, nella musica e nella grafica al dadaismo e al situazionismo, che a ben vedere ispirarono anche le strategie del primo punk inglese. INTERNET KILLED THE VIDEO STARS e questa è la prima buona notizia da un sacco di tempo a questa parte.