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31/10/2006
intervista 2^ parte

 proseguo con l'intervista....fausto e i fiori

 

tu che problemi hai avuto ad adattare i tuoi testi alla lingua italiana?

A volte per necessità perché voglio dire una certa cosa e in italiano non esce, a condizione di modificarne poi il senso. Non ne vale la pena.Anche questi due pezzi nell’album nuovo (l’erba), che sono due pezzi recitati, è proprio il tentativo di riuscire, in Italiano, a dire esattamente quello che uno vuole.

se tu dovresti piegare ad un ragazzo giovane : Faust’o l’importanza che hai avuto, cosa hai cercato di fare in questi anni..

Bhè, io ho cominciato a fare dischi ad avere contatti con le case discografiche nel ‘77/’79, ero assolutamente influenzato da musiche Inglesi, Americane soprattutto certe musiche; per niente da quella Italiana, ma perché non mi è mai capitato di ascoltarla….Ed è stato anche casuale poi l’incontro con la CGD, la Caselli  con certe persone ….I quali poi in qualche modo erano interessati e abbiamo fatto questi lavori, poi di fatto evidentemente non avevamo le stesse intenzioni, gli stessi obbiettivi. Poi io sono andato per altre strade ......Forse inizialmente avevo idee da rock star

 ........forse………

Poi le hai perse per strada???

E sì

( ridono insieme)

Cambiano le Cose del 1992 è l’album che ti lasci alle spalle, è cambiato qualcosa in questo tuo nuovo album L’erba nei confronti, quindi di quello precedente…

Quello si è un album dove, dove…. I testi sono abbastanza….. Molto, molto intimi.Inizialmente l’idea era di scrivere qualcosa che somigliasse a dei HAIKU che sono appunto delle piccole composizioni giapponese e che anche la parte musicale fosse corta, quindi che i pezzi fossero molto corti, delle brevi immagini, poi non ci stava, non funzionava molto e abbiamo allungato i pezzi. Però quello è un lavoro così diverso,tra l’altro  lo ricordo un po’ fatica perché è anche un periodo un po’ oscuro per me….. probabilmente si sente, amo tantissimo questo disco lo trovo uno delle cose più interessanti che ho fatto.

Intimo….

Sì, ma soprattutto dal punto di vista musicale ero riuscito a sganciarmi da un utilizzo standard del computer per una ricerca totalmente privata….

Vorrei una introduzione al tuo ultimo lavoro…

In questi due anni la cosa che mi preme di più è la mia libertà in assoluto è un po’ su questo che ho costruito questo disco, questa idea di essere libero….

Tu fai riferimento anche a Rilke lo scrittore Tedesco, anche tu hai voluto che i brani di questo lavoro,L’erba, prendessero immagine, ripercorressero ancora una volta le problematiche legate al misticismo ai problemi esistenziali dell’uomo moderno, o lo hai solo preso come spunto ideale solo per questo brano, l’erba??

L’erba è il titolo di un brano ma è anche il titolo del disco non volevo che acquistasse un significato troppo semplice, cioè quello di marijuana, di uno stupefacente. Anche se poi ci sono dei riferimenti molto espliciti all’interno del disco, volevo che acquistasse un significato più ampio, più profondo. L’erba ha questo significato , sai che nel corso del tempo, in diversi posti sulla terra, ci son state diverse associazioni che sono chiamate in qualche modo “associazioni dell’erba”. Ed erano tutte associazioni, sette segrete che lottavano contro il governo, prendevano a simbolo l’erba proprio perché l’erba quando la immagini, immagini delle distese, non immagini un giardino. Poi comunque è qualcosa difficile da estirpare può avere delle radici molto profonde………

Altro brano che mi ha colpito profondamente è questa Troppe Canzoni, leggendo quindi questo testo che è un insieme di situazioni tu definisci “troppe canzoni, troppo futuro, troppo classismo, troppo proibizionismo,troppo fascismo”, voglio dire, allora qualchecosina di meno farebbe bene??

Perché poi il classismo e il fascismo che siano tanto o poco sono comunque fastidiosi, io ormai trovo fastidiose tante cose trovo fastidiose le bandiere, le ideologie, i computers, le automobili, le autostrade, trovo fastidioso e inutili tante cose……..

Prima dicevi che la cosa più importante era la tua libertà, secondo te questo disco ha qualche potenzialità commerciale, raggiungere il grande pubblico???

                          NO! !l

Il grande pubblico si raggiunge con la pubblicità, la televisione. Da parte mia c’è stata la scelta di non partecipare, in assoluto, in nessun programma televisivo, di nessun tipo né con la pubblicità né con un video, per cui evidentemente il grosso pubblico, il famoso grosso pubblico sarà molto difficile quasi impossibile da raggiungere. Ma questo non è così importante. A parte il fatto che io sono convinto che, che anche soltanto attraverso la stampa, la radio e i concerti che poi sono le situazioni più vere, più immediate,  quelle più naturali, credo che siano sufficienti perché ci si possa conoscere.

fine 2^ parte

 

Postato da: isidax a 31/10/2006 14:17 | link | commenti (9)
intervista

12/09/2006
intervista

intervista e chiacchierata con

 Fausto Rossi

Radio Popolare Brescia

03-09-1995

 

 

Come mai la scelta di usare uno pseudonimo ai tuoi esordi discografici

Per poi firmarsi in questi ultimi anni col tuo vero nome,

si ha l’impressione che sia terminato un ciclo

o è solo una tua esigenza?

Perché all’inizio si credeva che Fausto Rossi

 fossi banale per cui si dovesse trovare uno pseudonimo,

quello che si dice un nome d’arte.

M’avevano proposto questori sembrava che potesse andare bene.

(ride)

Abbastanza originale?

Sì anche se col tempo mi è sembrato un po…..

Dai insomma gli anni passano è un po’ demenziale….

(ride di nuovo)

In effetti tu ti definiresti un cantautore nel significato più classico che conosciamo, al di la del tuo linguaggio musicale?

Difatto no.

No perché i cantautori che noi conosciamo,

 trattano sia la musica e quel che dicono, i contenuti in tutt’altro modo.

Nei tuoi lavori compare una costante visione ONIRICA della vita,

l’inconscio che prende forma trascinandosi dietro paure

ed angosce che a volte si concretizzano anche nei tuoi brani.

Come mai questa scelta originale di comporre testi

e soprattutto non credi che si perda buona parte di comunicabilità da parte di chi ti ascolta?

Bhe……..

Intanto se una persona che scrive non ha da scrivere di se stesso,

 non ha bisogno di scrivere di se stesso,

di quello che ha all’interno,

farebbe bene anche a non scrivere.

Non vedo di cosa bisognerebbe scrivere d’altro

 se non di se stessi e delle esperienze di se stessi.

Anche se diciamo la comunicabilità per chi ti ascolta è piuttosto ridotta……..

Ma questa è una questione di forma,

 di termini se vuoi ma i contenuti sono un'altra cosa

Se una persona non riesce a riconoscere dei contenuti originali sono problemi suoi,

 evidentemente è pieno di sovrastrutture e capace di intendere solo un certo tipo di cose,

solo un certo tipo di linguaggio codificato.

Anche se possiamo dire tranquillamente che ormai chi ti ascolta è abituato a un tuo modo di scrivere,

 o no?

Sì,

questo e possibile anche se è cambiato un po’ il modo di scrivere,

 dove è vero che

in un primo tempo o comunque fino all’ultimo disco

 i miei testi risultavano abbastanza ermetici.

Io non trovo che questo disco (L’ERBA) abbia dei testi ermetici,

 credo che siano molto immediati,

 che dicano quello che si legge e che non ci sia nient’altro dietro.

Mi sembrano che risultino molto intensi comunque come sensazioni molto forti sempre…..

Intensi sì,

 ma sai ogni volta che tu dai sfogo a te stesso e lasci che esca,

cerchi di aspettare le parole davanti alle labbra

e basta non fai altro che PRENDERE TRADURRE E SCRIVERE.

Inevitabilmente questo è intenso.

 

(fine prima parte)

Postato da: isidax a 12/09/2006 15:27 | link | commenti (4)
intervista