siccome credo che questo post sia sfuggito al nostro Fausto, e siccome credo che gli argomenti postati da System siano più che interessanti copioincollo qua:
Lessi anche io quell'articolo del Ciao2001 e mi incazzai abbastanza.
Quel concerto fù stupendo ed estremo. Un concerto fatto per altri luoghi e altri tempi. Non di certo il Piper romano di allora, l'italia dei primi anni '80.
Io tra l'altro (approffito del tuo Blog Davide) cerco disperatamente e da molto tempo qualcuno che ne abbia una registrazione e me la dia, dato che alcuni dei presenti (tra cui molti sardi, mi ricordo bene) stavano appunto registrandolo.
Fausto chiuse con la frase con "Qualcuno vi benedica"... Quasi sottovoce, e se non erro "Dio abbia pietà di noi" (o forse credo si trattasse di un "voi") era la frase appena precedente..!
Ma dovrebbe essere lui a dircelo... Spero ce ne parli.
Quanto all'elettronica di quegli anni... Qualcosa da dire l'avrei... E sarò molto lungo, ti avviso. Te la sei cercata...!
Non ricordo chi fosse il giornalista sul Ciao 2001 ma le sue frasi come ... quel livello emozionale che chiamano noia...
o ... il pop trasparente da computer... mi fecero capire già allora che ben pochi (anche tra quelli che si occupavano di musica) avevano davvero idea di dove stesse
andando l'elettronica sperimentale di quegli anni, che non era fatta sicuramente da gente come "Plastic Bertrand" o i Rockets con la Apache in versione "space-opera" e altro popettino simile.
E il rock & roll era già morto con i Pink Floyd di Ummagumma o con i Velvet Underground. Senza dover nemmeno aspettare il punk o la No-Wave. Figurarsi la New-Wave...
Ma tutto questo andrebbe spiegato anche a molti dei giornalisti di oggi...
Faust'O, per molti di loro ovviamente era un alieno assoluto, sopratutto in quell'Italietta musicale messa a cavallo tra la fine dei '70 e i primi '80.
Anni dai quali le orecchie "melodiche" del nostro pubblico uscivano a stento da quintali di progressive o dall'overdose di beat degli anni precedenti.
Figurati sentire roba come "Out Now". Immagina che palle ..!
Innanzitutto era un disco senza chitarre o quasi...! (a parte se non mi ricordo male proprio Sound of my Walls) con un sound inclassificabile e "de-genere" una specie di nuovo impasto di elettronica fusa in sprazzi di free-jazz, tappetti di sax allucinato su ritmi sincopati e storti,
o sovrapposizioni di tapes con voci in slow e/o accelerate sommate a piano ed effetti analogici in loop. Doveva essere una specie di incubo per le orecchie di molti ascoltatori di allora.
Del resto la maggior parte dei nostri musicisti in quegli anni (e anche la critica) iniziarono ad interessarsi di elettronica quasi solo perchè era moda del momento e faceva "trendy"!
Ovviamente orecchie poco allenate tendevano molto facilmente verso le cose più "semplici",diciamo il sound anglossassone con le "casse aperte" belle pulite e tagliate che più di maniera non si potrebbe.
E il massimo dell'elettronica per molti era usare un moog che faceva davvero molto "guardiano del faro" o impostare i bpm sui preset della rithmyn machine alla "pop-corn" appena ne trovavano una bella e pronta in studio.
Ecco perchè decine di dischi di allora (mica solo italiani ovviamente) "suonano" tutti nello stesso identico modo orribile e plastificato.
Ben pochi fecero allora tesoro dell'elettronica sperimentale di matrice tedesca degli anni precedenti e non parlo mica dei Kraftwerk, ma dei loro tanti e forse meno noti "progenitori" illustri.
Sperimentazione elettronica totale quella di Faust'O in quegli anni. Non so se lui li ascoltasse, questi gruppi, ma a me piace davvero pensarlo...!
Trovo influenze che spaziano dai Can ai Van der Graf Generator (passando per i Faust) fino ai primi Tangerine Dream e sono certo
che sono molto vicine al Faust'O di Out Now anche cose altrettanto aliene allora come quelle in arrivo dall'inghilterra o dagli States (riconducibili alle sperimentazioni di Cage o Eno o alle cose ancora più estreme di "industrial music for industrial people" dei Trobbing Gristle o degli Psichic TV.
Tutta roba che io non mai "sentito" allora negli anni '80 nei solchi di nessun musicista italiano (fatta eccezione per Fausto e ben pochi altri).
Paradossalmente penso ci sia stata forse molta più "ricerca" in Italia nei primi '90 con l'avvento della "dance society" e dei suoi molti dj-non musicisti che almeno avevano il buon gusto di cercare di inventarseli i propri suoni sulla Roland 505 o su un mac o un atari.
Quindi oltre Fausto, 10 anni prima, (con il suo Out Now che è assolutamente uno splendido disco di pura ricerca e il suo sound estremo ma melodico e ambientale, duro ed etereo al tempo stesso.
è ancora attualissimo anche oggi dopo ben 25 anni.
Out Now potrebbe fare da colonna sonora ideale di un qualunque scenario urbano e notturno di una metropoli contemporanea.
Fate una prova con me. Mettetelo di sfondo a Blade Runner, lo splendido film di Ridley (guarda caso dello stesso anno), e togliete l'audio originale nelle scene della macchina volante di Deckard sulla città notturna e ne riparliamo... )
Dicvevo, all'inizio degli '80 salverei ben pochi altri oltre il ns. Fausto in Italia, e guarda adesso che siamo qui, ti faccio pure i pochi nomi:
Sicuramente il giovane Franco Battiato dei primi Fetus, Pollution e Clic. Assolutamente un precursore di molta ricerca elettronica odierna...
Fatta con gli strumenti di allora (fine anni settanta) quindi a maggior ragione ancor più degni di nota.
Le cose che Battiato ha fatto più avanti dopo quei lavori (L'era del cinghiale bianco ecc.) hanno purtroppo teso verso un sound meno sperimentale e popolare ma comunque in qualche modo colto e di ricerca al tempo stesso.
Mi son piaciute sempre meno, ma ha tutto il mio rispetto...
Poi dunque... Maurizio Arcieri con i suoi Chrisma/Krisma ... (Non è nemmeno un caso che questo grande artista dimenticato abbia poi di recente collaborato proprio con Battiato...)
Come è casuale che anche Maurizio Arcieri nei primi anni '80 con le sue macchinette elettroniche ci giocasse incuriosito... Insieme ad un tizio sconosciuto di nome Hans Zimmer, che programmava con lui i sintetizzatori...
L'album era "Cathode Mamma" (del 1980) e Hans Zimmer poi sarebbe diventato uno dei più noti (e strapagati) creatori di colonne sonore hollywodiane.
(Vi racconto un anedotto, quei due di sinth ne inventarono anche uno, che chiamarono "Crismino". Era uno dei primi sinth "programmabili" e il progetto di questo giocatolino di allora venne acquistato per pochissimi dollari da un società giapponese che non ricordo...
Partendo da quel "Crismino" sono nate molte "machines" sonore e la stessa azienda ora è leader nella fabbricazione dei processori DSP (quelli che trovate in tutte le macchinette digitali per fare musica o nelle schede audio migliori dei vostri computers...)
Guarda caso Maurizio Arcieri in quegli anni "londinesi" collaborava assiduamente anche con Niko Papathanassiou, il fratello del più noto Vangelis, e anche con lo stesso Vangelis (che guarda caso ha scritto la colonna sonora di Blade Runner... Tutto torna..!)
Tra l'altro con Vangelis, dicevo, Maurizio Arcieri ha anche realizzato il suo primo singolo come Crisma...
E' un grande amico Maurizio, sue sono le batterie della mia versione di "We Turn Away" sul ns. "Tributo" a Fausto, al quale ha aderito da subito e con piacere. E qui gli rendo grazie e lo saluto molto volentieri.
Poi chi altri ancora degno di nota nell'elettronica sperimentale di quegli anni '80?
Sicuramente voglio dirvi di Maurizio Bianchi. Si lui è l'altro che affiancherei come ricerca elettronica e sperimentazione. Un altro grande musicista italiano che ha, si potrebbe dire, quasi fondato il "noise" e la sperimentazione elettronica in Italia.
Forse un nome poco conosciuto (non di certo tra chi si occupa di elettronica o noise anche oggi) ma Maurizio Bianchi/MB è un nome praticamente venerato all'estero considerato uno dei "padri" europei dell'elettronica sperimentale...
Anche lui con un percorso artistico estremo e con molte lunghe "pause "produttive" come il nostro Fausto.
Anche lui un mio grande amico che saluto, e invito tutti quelli che si interessano di elettronica e noise, a ricercare uno dei suoi lavori (credo abbia oltre una cinquantina di dischi all'attivo) e ad ascoltarlo con cura.
Elettronica sperimentale, dunque. 4 grandi nomi italiani. E con due di loro, scusate se spezzo una punta di lancia per me, ovvero Maurizio Arcieri e Maurizio Bianchi, ho avuto anche il grande onore di far musica.
Bene. Io credo che Faust'O, il nostro amico Fausto Rossi sia assolutamente uno di questi 4 "grandi" uomini della sperimentazione elettronica negli '80 in italia.
Lo ritengo uno dei più integri e coerenti. Anche nel tempo.
Un artista fondamentalmente incompreso e non apprezzato pienamente per il tipo di ricerca difficile che ha sempre tentato, ma che col passare degli anni, rimane uno dei più citati (sopratutto tra i musicisti) come influenzante i percorsi artistici altrui.
Un artista assolutamente oltre il proprio tempo, e avanti anni luce rispetto tutte le cose che lo circondavano allora.
Si trattasse di "song" o ballate "cantautoriali", o di uso dei testi e del cantato in italiano, come di poesia o di musica elettronica e sperimentazione.
Ne ho avuto una implicita conferma 10 anni dopo "Out Now". Nel suo disco "Cambiano le cose" del '92.
Fausto ci presenta alcune cose sulla sua scrivania:
Alcune sono riconoscibili, altre meno. Mi piacerebbe chiedergli l'elenco preciso di tutti..
Dicevo che Fausto ci presenta alcune cose sulla sua scrivania nella copertina del disco "Cambiano le cose":
Alcune sono riconoscibili, altre meno. Mi piacerebbe chiedergli l'elenco preciso di tutti i suoi interessi di allora...
Comunque io vedo chiaramente su quella scrivania (oltre a Sergent Pepper dei beatles di cui si parlava tempo fa) anche un libro di Allen Ginsberg, il Mantra del re di Maggio... Tradotto dalla Pivano...
...campanelli del telefono che suonano all'alba... suonano tutto il pomeriggio suonano a mezzanotte suonano ora per sempre. E credo che anche Fausto fosse allora una "vittima del telefono...
E come se non bastasse pure in questo caso tutto torna perchè quella frase di Ginsberg... "Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da..." venne ripreso in pieno proprio da Ridley Scott in Blade Runner mentre fa dire al suo Rutger Heuer Replicante... Ho visto cose che voi umani... Si scusate ma sono fissato..!)
Però vedo anche molto altro su quella copertina di "Cambiano le cose" (nel 1992). Oltre al disco di Iannis Xenakis, Vedo un altro libro che penso sia lo Zen Painting di Yasuichi Awakawa (ma anche questo dovrebbe dircelo Fausto..) E io, da buon praticante del Kendo e amante del giappone quale ero e sono, capisco allora in pieno Fausto e la sua insana passione di allora per le Katane (che devono colpire senza agitarsi) e per il "sottrarre e asciugare" tutte le cose (anche musicalmente artisticamente come ha fatto lui in tutto questo tempo...)
Ma vedo ancora altro, sulla copertina di "Cambiano le cose", perchè vedo un libro sulla computer music e il manuale operativo del software Max della cycling 74
(e a chi ha avuto la possibilità di usare un Mac per fare davvero musica nei primi anni '90 non ho bisogno di aggiungere molto altro...)
E infine (ora è direttamente a Fausto che parlo, se mai leggerà questo mio commento) seppure forse oggi tu ti interessi meno a queste cose, volevo dirti che la versione 5 di Max che è appena uscita è davvero speciale e uno come te, dovrebbe usarla..!
E poi sempre dentro "Cambiano le cose" (nelle note di copertina), vedo che ancora e sempre tutto torna, perchè la Morbida Macchina di W.S.Burroughs trova un suo "figliol prodigo" italiano come Fausto e diventa plurale.
E io oggi, che nonostante usi quasi solo il pc, ho ancora ben custodito in garage un Microwave della Waldorf, ringrazio con tutto il cuore Fausto Rossi e Claudio Chianura e Franco Cristaldi, per averlo scritto allora su un disco...
A proposito, Fausto credo che dovrai raccontarmi delle altre cose che non son riuscito a decifrare su quel tuo disco, prima o poi. Perchè la curiosità è tanta...
Questo credo che sia apparso su un CIAO 2001 dell'estate del 1983 si parla di un concerto; forse l'ultimo tenuto da Faust'o.
Mi piacerebbe che System dicesse la sua riguardo a quel concerto e sopratutto a come Fausto concluse quel concerto.
" Dio abbia pietà di noi"
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Ho visto la fine del Rock'nRoll ....l'altra sera al Piper, sgretolato fra i synths, assasinato dai computers, scorticato da Faust'o e gli altri.
Se in Italia c'è mai stato rock'n'roll questo è vissuto fino a ieri, oggi non è più.
Sul palco un numero di macchine per fare suoni, dietro Faust'o, più avanti Sergio Lymp e le chitarre di Rossi.
Credetemi vederlo live è la stessa sensazione che si ha in una stanza piena di specchi: totale disorientamento.
Sono suoni sintetici e anche al di là del sintetico; voci strozzate, modulate, studiate per mordere i ritmi e affogarli in riffs straziati e ripetuti.
C'è tanta elettricità da illuminare il Colosseo per giorni.
Non ho mai creduto alle esagerazioni delle biografie ma a questo sì: Faust'o è elettrico.
Elettricità in ritmi, suoni, voci.
Le voci di Faust'o sono fredde, calde, riescono a far bollire e soprattutto in attimi più facili come in Ch'an cha cha e simili.
Il disorientamento però rimane e l'altra notte a Roma ce ne è stato tanto.
Faust'o in palco non ha convinto tutti e fra questi almeno in parte, ci siamo anche noi.
E' un disorientamento che per certi versi si è tradotto in un vero stato confusionale fino a raggiungere quel livello emozionale che chiamano noia.
Tutto perché Faust'o rappresenta veramente il "suono del momento" e lo rappresenta fin troppo da averlo portato in palco ai suoi estremi.
E mi spiego.
Le macchine che ci sono e devono starci tendono progressivamente a sfuggire, si impongono, prevaricano fino a schiacciare l'uomo.
Al di là di tutto, però, le linea sonora è sempre lì, tra le più vivide finora tracciate in Italia, densa di pulsazioni e coinvolgimenti.
Cìè dietro tutta la nuova tendenza britannica, il pop trasparente da computers, la decadenza dei 70's, le reminiscenze dei Sessanta.
Le radici di Faust'o si incastrano tutte nella sotterraneità milanese; anche per lui anni di suono alle spalle e cinque lavori in studio.
Tra questi "Out Now", l'espletamento degli esperimenti e "Faust'o" il suono della post-purificazione, capire poi.
Il primo lavoro "Suicidio", era il disco delle origini, Bowie,Roxy e altro venivano fuori tra i solchi inventando quegli strati sonori su cui Faust'o e suoni scivolavano; poi "Poco Zucchero", un netto spostamento evolutivo,e "J'accuse ...Amore Mio", il più assimilabile, fluido e immediato dei lavori; questo fino a "Out Now" uscito prima di "Faust'o" e ancora acme di una introversione sonora estremizzata.
Una katana non va agitata. Deve colpire quando è il momento. ;-)
Però una volta stavo per portarla con me, in occasione della manifestazione di "Rockstar" all'arena di Verona. Avevo i miei buoni motivi... Meglio così, meglio per tutti.
Jeess aka Fausto
(dal post L'erba-23 giugno 2008)
Io me lo ricordo Faust’O all’Arena di Verona che mangia una mela.
L’Italia è sempre stato un paese strano, musicalmente parlando. Oggi non sembrerebbe possibile, eppure c’è stato un momento all’inizio degli anni ’80, nel quale brani atipici e coraggiosi come quelli di Faust’O potevano entrare in classifica, diventare materiale da maratona estiva e suonare dai jukebox.
Tuttavia ora, come allora, un artista del suo calibro non c’entrava nulla con una manifestazione da spiaggia. E infatti lui l’ha dimostrato salendo sul palco,fingendo di seguire in playback il testo della canzone poi, annoiato, tirare fuori una mela dalla tasca della giacca e sgranocchiarsela, mentre la voce (la sua voce) andava avanti a cantare. Nei giorni seguenti sui giornali si usarono termini come “provocazione” o “denuncia”. Io ero solo un ragazzino, però quello che aveva fatto su quel palco mi era parso semplice e chiarissimo allo stesso tempo: mostrare che non ci fosse alcuna esibizione dal vivo. Il re era nudo, e del resto tutto il pubblico lo sapeva. Non si trattava affatto di provocazione, ma di puro buon senso....
Matteo B.Bianchi dalle note introduttive al cd tributo "dentro questi specchi" 2008
Quando ho iniziato la stesura di queste lettere ho capito che lo sforzo maggiore avrei dovuto attuarlo nel cercare di colmare - almeno in parte - quella distanza che solitamente esiste tra chi scrive e quello che viene scritto.
Le emozioni non gradiscono gli schemi fissi. I sentimenti reali rimangono, anche se celati dietro la finzione della correttezza ufficiale.
Ecco, lo sforzo è stato il lasciare che l'interno fluisse - per quanto possibile - senza censure; il lasciare che, parola dopo parola, le immagini prendessero una propria forma senza chiedersi perchè o da dove venissero.
Ho sentito il bisogno di "usare questo metodo" per non ritrovarmi indifeso davanti alla mia stessa penna. Per poter riconoscere il mio cuore piuttosto che la mia mente.
Non esistono chiavi di lettura o porte di servizio; quel che è scritto è scritto, e niente può cambiarlo nella sua vera origine.
FAUSTO
da TUTTI FRUTTI N°4 Febbraio 1983 articolo di Red Ronnie
fra parentesi alcuni miei commenti
Sarà anche grazie a questo limpido e ghiacciato sole invernale, ma Faust’o sembra più sereno, disteso e gioviale di quello che certe sue apparizioni televisive mi avevano fatto conoscere. Con naturale disinvoltura diventa poi freddo, tagliente e razionale.
“Ho fatto il mio primo disco nel ’77, ma non ero per niente lucido. Poi sono riuscito a fare un discorso abbastanza lucido, seppur sempre di disagio.” (Fausto quando parla di SUICIDIO fa riferimento sempre al '77, in realtà il disco uscì nel '78 ma nel '77 ci furono le registrazioni)
Perché di disagio?
“Ma per il modo in cui vivi, per dove vivi, perché ci sono un sacco di cose che ti accorgi portano segni di sventura. Stiamo andando verso una cultura di sintesi, molto superficiale. Siamo una società che morirà per auto-soffocamento perché la pace ha portato solo ingiustizia, crimini, perché noi abbiamo bisogno di una guerra, assolutamente.
La guerra è sempre stata una valvola di sfogo, in ogni tempo. Sono tutte cose che ti accorgi.
L’unica cosa che puoi fare è metterti a parlare del tuo disagio.
Non puoi certo metterti a lottare, contro chi?
Perché ne siamo coinvolti tutti,dal più grande al più piccolo.
Non credo ci sia chi può essere cosciente e quindi manovrare la situazione. Non c’è qualcosa da combattere in particolare.
Anche per me il fatto di fare canzoni……….é una gran bella cosa, un ottimo veicolo.
Forse quando ho cominciato a fare dischi pensavo di poter trovare delle cose.
Poi ho scoperto che se fai dischi, se fai spettacolo puoi avere solo due cose: successo e soldi.
Se hai solo un altro piccolo vuoto sei nella merda.
Non è per riprendere il luogo comune che i soldi non sono la felicità ma non potrei mai avere un equilibrio con questo tipo di lavoro."
(be qua Red Ronnie tira fuori una domanda veramente imbarazzante per chi la fa visto il senso del discorso cominciato)
Tutte le volte che vedevo Garbo per associazione di idee pensavo a te.
“Questa associazione tra me e Garbo è voluta dai giornali.”
Io non leggo giornali (sagace Red prima fa una domanda cretina poi fa una battuta ancora peggio).
“Se tu non leggi giornali, io non ascolto Garbo. Ho sentito solo A Berlino Va Bene e basta.”
Ma non ti senti un po’ usurpato di alcune idee, di un’immagine?
“Mi piacerebbe, ma non è così perché anch’io ho subito delle influenze.
Comincio solo adesso ad essere discretamente personale.
Tutto quello che appartiene al retaggio culturale ci esce inconsciamente.
Fino a poco tempo fa sapevo da dove mi arrivava, ma ora è solo roba mia, per cui usurpato?
Non so, e poi da chi?
Da Garbo?
Dai Matia Bazar?
Non saprei.”
(Red è un genio nelle domande, chissà chi gliele scriveva)
Stanno spingendo molto questa immagine di Garbo con lo sguardo pensoso nel vuoto ed è una cosa che avevi anche tu.
“Sì, ho visto. Io invece mi sono accorto che lo sguardo è molto meglio tenerlo bello presente e se ne accorgerà presto anche lui”.
Come spieghi la fase calante dopo POCO ZUCCHERO”?
“E’ dipesa unicamente dalla mia disponibilità.
Dopo quel secondo disco, ho fatto televisioni, radio e giornali.
Con J’ACCUSE….,il terzo album, mi sono irrigidito moltissimo e quindi non ero più disponibile.
Tutto quello che mi si proponeva non lo facevo.
Ho fatto solo DiscoRing perché era un passaggio d’obbligo e PopCorn perché tutto sommato andava bene, ma poi basta, non mi si è più visto in giro. Quasi nessuno conosce la mia faccia perché non c’è mai stata disponibilità da parte mia."
Perché?
“Probabilmente perché pensavo che il mio fosse un discorso serio e che quindi meritasse una maggiore attenzione da parte dei media, attenzione che invece non esisteva, bla bla bla, presunzione,presunzione e ancora presunzione.
Ora c’è maggiore disponibilità, non perché credo che il mio prodotto sia merda ma perché tutto sommato credo che sia uguale a tutti gli altri.
Ero quasi tentato di andare a Sanremo.
Perché no?
Non ci sono andato solo perché non avevo il pezzo.”
Da dove prendi energia? Che cosa ti ha eccitato ultimamente?
”L’unica cosa che da un paio di anni è riuscita ad esaltarmi è stato il dedicarmi alle arti marziali e alla pratica dello ZA ZEN.
La prima cosa che mi ha affascinato del Giappone è che è forse l’unico paese con una grossa cultura antichissima a non avere in qualche modo droghe all’interno della sua storia.
La Cina ha l’Oppio, l’India ha il Soma e l’Hashish, le civiltà Sudamericane hanno il Peyote.
Inizialmente le arti marziali non erano concepite come strumenti di offesa o difesa, ma solo una ginnastica del corpo, sviluppo della concentrazione del “qui e ora”.
Potrebbe succederti qualsiasi cosa in questo momento e devi essere pronto.
Sviluppiamo l’intuizione che è stata uccisa in occidente.”
Sì, l’istinto è stato ucciso da ogni sorta di religione o ideologia.
“Ma soprattutto da quello che è l’intellettualismo. Siamo diventati grandissimi pensatori, ma pensatori e basta.
Pensiamo e non riusciamo più a vivere.”
Ma cos’è lo ZA ZEN? (Ma allora Red proprio ci marcia)
“E’ solo una posizione, lo stare seduti con la schiena eretta, lo sguardo abbassato verso un punto e la concentrazione, il cercare di dare il massimo dell’energia concentrandosi su se stessi.
Questo sviluppa tantissimo l’intuito perché ti trovi in contatto col tuo corpo, con i tuoi organi interni, con tutto quello che sei e di conseguenza anche con l’esterno…….”
“E’ difficilissimo far parlare il cuore.
E’ na cosa estremamente delicata: però, per quel poco che ti riesce, cazzo! Lascialo andare!
Siamo talmente pieni di formalismi per cui una chitarra normalissima diventa una chitarra al fulmicotone……
Lasciamo veramente parlare il cuore per quello che è, per quanto ci è possibile.”
Tokio da’ il tempo,
Duecento milioni
La televisione non la spengono mai
Nasconditi a Vienna
Dimentica dimentica
Lo sguardo è più grigio
E non posso cadere giù, giù, giù…
Alien,
alien is a chance
a chance that’s falling
falling over our heads
Un gulag Calcutta
Quando sconti anche l’aria
Non sanno mai niente
Non sanno mai niente
Ricordati Stammheim
Non ci crede nessuno
Il telefono suona
E non rispondono mai
Alien,
alien is a chance
a chance that’s falling
falling over our heads
Alien, Alien
alien is a chance
a chance that’s falling
That’s falling
falling over our heads
Quando mi sveglio
E hai gli occhi bagnati
Vorrei morire
Non ti posso aiutare
Quando mi parli
Non riesco a sentire
La televisione non la spengono mai
Alien, Alien
alien is a chance
a chance that’s falling
That’s falling
falling over our heads
Tempo fa l'amico Blogger/Poeta/ Musicista e soprattutto Persona Non Grata riteneva di fare una cover di questa splendida canzone forse ha avuto troppo da fare o forse semplicemente si è dimenticato del nostro progetto.
Ricordo che all'uscita di questo LP (la versione in CD non è mai stata realizzata) alcuni critici musicali parlavano di sonorità simil/battiato, be, forse in questo brano si trova una certa atmosfera che può ricondurre alle sonorità di "La Voce del Padrone" uscito l'anno prima e forse il miglior lavoro di Battiato in fase POP, ricordo anche che LP FAUST'O lo trovai in un negozio a Treviso ero in "libera uscita militare" lo acquistai immediatamente anche se avevo già prenotato una copia al mitico PintoDischi in Via V. Veneto a Brescia, era l'unico disco di Fausto che possedevo in duplice copia (possedevo perché gli LP li ho venduti tutti). Fra l'altro il negoziante era un fan di Faust'o chissà se mai si è accorto che per un paio di anni Fausto è stato suo vicino di casa?
A proposito l'album fu registrato nel 1982 e nel 1983, complici molte apparizioni televisive (popcorn,discoring,orecciocchio,azzurro'83, rockstar dove fede la famosa scena di non cantare in play back ma di morsicare, incazzattissino, una pesca sulle note di Ch'an Cha Cha) riuscì ad entrare nei primi 50 nella classifica italiana.
Ieri sera , dopo lo spettacolo teatrale curato da Stefano ho avuto modo di parlare con Fausto in merito hai progetti futuri, missaggi del disco nuovo e altre cose relative allo show business.
La cosa che più mi ha colpito è stata la sua disarmante consapevolezza di esser stato per troppo tempo lontano dal modo dello spettacolo e ritrovarsi come Rip Van Winkle completamente spaesato in questo nuovo mondo, come se anche lui avesse anche lui dormito per 20 anni.
RIP VAN WINKLE (Fausto Rossi)
(coro)
kan ji zai bo satsu gyo jin han nya ha ra mi ta ji sho ken go" *
o no non guardare
That frozen wife whose juices drift thru the lynx.**
Those heavy metals just dragging their feet
the saxophnist swallowing
*è una parte del sutra: Maka Hannya Haramita Shingyo
**Lynx: intesa come pelliccia di lince, non la lince stessa. Ma l'immagine rimanda all'animale..
note compilate da Fausto Rossi
Inoltre avreste dovuto vedere il suo stupore nello scoprire che la "lacca" di "Lipstick" è uscita dagli studi di registrazione in più copie.......
Rip Van Winkle
come un'ombra o croce
me stessi in fondo al mare
Fausto Rossi, milanese,in arte Faust’O, è nel panorama della musica italiana un personaggio emblematico, ovvero, per essere più precisi, un PERSONAGGIO-SCANDALO.
Considerato unanimemente un anticipatore della New wave modernista italiana, è anche un ispiratore diretto di parecchi suoi esponenti (tra quelli più conosciuti, i Decibel e il loro ex leader Enrico Ruggeri, in parte Garbo, più tutta una serie di bands emergenti).
Ma mentre i suoi discepoli, più inclini di lui a farsi promozionare dai mass-media, raggiungono il successo di pubblico, lui paradossalmente è rimasto nell’ombra.
Dopo tre anni per una grossa etichetta, dopo uno sperimentale e solo strumentale prodotto in proprio, Faust’O torna sul mercato con un quinto album.
Se nei primi due album l’influenza di Bowie prima di tutto,e poi di gruppi come i Roxy Music o i primi Ultravox quando ancora erano guidati da Johnn Foxx, era ancora evidente, già nel terzo “J’accuse…Amore Mio” tali influenze si erano fatte meno dirette, più amalgamate e interiorizzate in un discorso musicale che tendeva definitivamente a una propria completa autonomia espressiva.
Ora con questo LP, dopo la parentesi di quello sperimentale (Out Now),prosegue direttamente il discorso,con la maturità che deriva da un silenzio effettivo durato quasi due anni, ma anche da una attività personale di ricerca praticamente ininterrotta.
Faust’O non è un “cantautore, nel senso usuale che si usa attribuire a questo termine, ma un pop-rock singer nel senso più evoluto di tale parola, di marca mitteleuropea che restrittivamente italico-mediterranea.
I brani, testi e musiche, sono suoi, da solo o talvolta in collaborazione.
L’album è stato registrato allo Studio Radius, e lo stesso Radius vi suona le chitarre, riprendendo una collaborazione che era già iniziata agli esordi della carriera artistica di Faust’O.
Come già accennato prima, si tratta del LP più maturo e personale dell’artista milanese ( veramente è nato a Sacile nel Friuli Venezia Giulia –isidax).
Se in “J’accuse…Amore Mio” prevalevano i toni nevrotici-apocallitttici,
qui invece prevalgono i toni cupi, ossessivi, di una visionarietà urbana tutta intessuta di immagini verbali-sonore in rapida successione, quasi come il ticchettare di una telescrivente.
La voce è molto migliorata, si è fatta più flessibilmente espressiva nei toni acri come in quelli più addolciti e velati, anche se altrettanto inquietanti.
I versi spezzati e piegati a comunicare immagini-sensazioni immediati ci appaiono particolarmente in grado di esprimere un certo ritmo esistenziale della vita metropolitana europea.
Il sound, come si è detto,è un rock cupo, ossessivo, modernista, altamente visionario nella sua essenza.
Tra i dieci brani, tutti peraltro notevoli,ci limiteremo indicativamente a segnalare “Ogni Fuoco” (poi ripresa nella finale “Ultimi Fuochi”).
“Stracci Alle Fiamme”e “Cinque Strade”, tre rock dai suoni secchi e incisivi come spade: la nevrotica “Jeraldine”, maggiormente legata a “J’accuse…Amore Mio”; le allucinate e sotterranee “Rip Van Winkle” e soprattutto “Alien”; e infine la morbida e acre pop-ballad “Ch’an Cha Cha” (anche su 45 giri), dal testo per metà italiano e per metà spagnolo, che costituisce il seguito ideale del precedente singolo di Faust’O, “Hotel Plaza”.
Quel concerto fù stupendo ed estremo. Un concerto fatto per altri luoghi e altri tempi. Non di certo il Piper romano di allora, l'italia dei primi anni '80.
Io tra l'altro (approffito del tuo Blog Davide) cerco disperatamente e da molto tempo qualcuno che ne abbia una registrazione e me la dia, dato che alcuni dei presenti (tra cui molti sardi, mi ricordo bene) stavano appunto registrandolo.
Fausto chiuse con la frase con "Qualcuno vi benedica"... Quasi sottovoce, e se non erro "Dio abbia pietà di noi" (o forse credo si trattasse di un "voi") era la frase appena precedente..!
Ma dovrebbe essere lui a dircelo... Spero ce ne parli.
Quanto all'elettronica di quegli anni... Qualcosa da dire l'avrei... E sarò molto lungo, ti avviso. Te la sei cercata...!
Non ricordo chi fosse il giornalista sul Ciao 2001 ma le sue frasi come ... quel livello emozionale che chiamano noia...
o ... il pop trasparente da computer... mi fecero capire già allora che ben pochi (anche tra quelli che si occupavano di musica) avevano davvero idea di dove stesse
andando l'elettronica sperimentale di quegli anni, che non era fatta sicuramente da gente come "Plastic Bertrand" o i Rockets con la Apache in versione "space-opera" e altro popettino simile.
E il rock & roll era già morto con i Pink Floyd di Ummagumma o con i Velvet Underground. Senza dover nemmeno aspettare il punk o la No-Wave. Figurarsi la New-Wave...
Ma tutto questo andrebbe spiegato anche a molti dei giornalisti di oggi...
Faust'O, per molti di loro ovviamente era un alieno assoluto, sopratutto in quell'Italietta musicale messa a cavallo tra la fine dei '70 e i primi '80.
Anni dai quali le orecchie "melodiche" del nostro pubblico uscivano a stento da quintali di progressive o dall'overdose di beat degli anni precedenti.
Figurati sentire roba come "Out Now". Immagina che palle ..!
Innanzitutto era un disco senza chitarre o quasi...! (a parte se non mi ricordo male proprio Sound of my Walls) con un sound inclassificabile e "de-genere" una specie di nuovo impasto di elettronica fusa in sprazzi di free-jazz, tappetti di sax allucinato su ritmi sincopati e storti,
o sovrapposizioni di tapes con voci in slow e/o accelerate sommate a piano ed effetti analogici in loop. Doveva essere una specie di incubo per le orecchie di molti ascoltatori di allora.
Del resto la maggior parte dei nostri musicisti in quegli anni (e anche la critica) iniziarono ad interessarsi di elettronica quasi solo perchè era moda del momento e faceva "trendy"!
Ovviamente orecchie poco allenate tendevano molto facilmente verso le cose più "semplici",diciamo il sound anglossassone con le "casse aperte" belle pulite e tagliate che più di maniera non si potrebbe.
E il massimo dell'elettronica per molti era usare un moog che faceva davvero molto "guardiano del faro" o impostare i bpm sui preset della rithmyn machine alla "pop-corn" appena ne trovavano una bella e pronta in studio.
Ecco perchè decine di dischi di allora (mica solo italiani ovviamente) "suonano" tutti nello stesso identico modo orribile e plastificato.
Ben pochi fecero allora tesoro dell'elettronica sperimentale di matrice tedesca degli anni precedenti e non parlo mica dei Kraftwerk, ma dei loro tanti e forse meno noti "progenitori" illustri.
Sperimentazione elettronica totale quella di Faust'O in quegli anni. Non so se lui li ascoltasse, questi gruppi, ma a me piace davvero pensarlo...!
Trovo influenze che spaziano dai Can ai Van der Graf Generator (passando per i Faust) fino ai primi Tangerine Dream e sono certo
che sono molto vicine al Faust'O di Out Now anche cose altrettanto aliene allora come quelle in arrivo dall'inghilterra o dagli States (riconducibili alle sperimentazioni di Cage o Eno o alle cose ancora più estreme di "industrial music for industrial people" dei Trobbing Gristle o degli Psichic TV.
Tutta roba che io non mai "sentito" allora negli anni '80 nei solchi di nessun musicista italiano (fatta eccezione per Fausto e ben pochi altri).
Paradossalmente penso ci sia stata forse molta più "ricerca" in Italia nei primi '90 con l'avvento della "dance society" e dei suoi molti dj-non musicisti che almeno avevano il buon gusto di cercare di inventarseli i propri suoni sulla Roland 505 o su un mac o un atari.
Quindi oltre Fausto, 10 anni prima, (con il suo Out Now che è assolutamente uno splendido disco di pura ricerca e il suo sound estremo ma melodico e ambientale, duro ed etereo al tempo stesso.
è ancora attualissimo anche oggi dopo ben 25 anni.
Out Now potrebbe fare da colonna sonora ideale di un qualunque scenario urbano e notturno di una metropoli contemporanea.
Fate una prova con me. Mettetelo di sfondo a Blade Runner, lo splendido film di Ridley (guarda caso dello stesso anno), e togliete l'audio originale nelle scene della macchina volante di Deckard sulla città notturna e ne riparliamo... )
Dicvevo, all'inizio degli '80 salverei ben pochi altri oltre il ns. Fausto in Italia, e guarda adesso che siamo qui, ti faccio pure i pochi nomi:
Sicuramente il giovane Franco Battiato dei primi Fetus, Pollution e Clic. Assolutamente un precursore di molta ricerca elettronica odierna...
Fatta con gli strumenti di allora (fine anni settanta) quindi a maggior ragione ancor più degni di nota.
Le cose che Battiato ha fatto più avanti dopo quei lavori (L'era del cinghiale bianco ecc.) hanno purtroppo teso verso un sound meno sperimentale e popolare ma comunque in qualche modo colto e di ricerca al tempo stesso.
Mi son piaciute sempre meno, ma ha tutto il mio rispetto...
Poi dunque... Maurizio Arcieri con i suoi Chrisma/Krisma ... (Non è nemmeno un caso che questo grande artista dimenticato abbia poi di recente collaborato proprio con Battiato...)
Come è casuale che anche Maurizio Arcieri nei primi anni '80 con le sue macchinette elettroniche ci giocasse incuriosito... Insieme ad un tizio sconosciuto di nome Hans Zimmer, che programmava con lui i sintetizzatori...
L'album era "Cathode Mamma" (del 1980) e Hans Zimmer poi sarebbe diventato uno dei più noti (e strapagati) creatori di colonne sonore hollywodiane.
(Vi racconto un anedotto, quei due di sinth ne inventarono anche uno, che chiamarono "Crismino". Era uno dei primi sinth "programmabili" e il progetto di questo giocatolino di allora venne acquistato per pochissimi dollari da un società giapponese che non ricordo...
Partendo da quel "Crismino" sono nate molte "machines" sonore e la stessa azienda ora è leader nella fabbricazione dei processori DSP (quelli che trovate in tutte le macchinette digitali per fare musica o nelle schede audio migliori dei vostri computers...)
Guarda caso Maurizio Arcieri in quegli anni "londinesi" collaborava assiduamente anche con Niko Papathanassiou, il fratello del più noto Vangelis, e anche con lo stesso Vangelis (che guarda caso ha scritto la colonna sonora di Blade Runner... Tutto torna..!)
Tra l'altro con Vangelis, dicevo, Maurizio Arcieri ha anche realizzato il suo primo singolo come Crisma...
E' un grande amico Maurizio, sue sono le batterie della mia versione di "We Turn Away" sul ns. "Tributo" a Fausto, al quale ha aderito da subito e con piacere. E qui gli rendo grazie e lo saluto molto volentieri.
Poi chi altri ancora degno di nota nell'elettronica sperimentale di quegli anni '80?
Sicuramente voglio dirvi di Maurizio Bianchi. Si lui è l'altro che affiancherei come ricerca elettronica e sperimentazione. Un altro grande musicista italiano che ha, si potrebbe dire, quasi fondato il "noise" e la sperimentazione elettronica in Italia.
Forse un nome poco conosciuto (non di certo tra chi si occupa di elettronica o noise anche oggi) ma Maurizio Bianchi/MB è un nome praticamente venerato all'estero considerato uno dei "padri" europei dell'elettronica sperimentale...
Anche lui con un percorso artistico estremo e con molte lunghe "pause "produttive" come il nostro Fausto.
Anche lui un mio grande amico che saluto, e invito tutti quelli che si interessano di elettronica e noise, a ricercare uno dei suoi lavori (credo abbia oltre una cinquantina di dischi all'attivo) e ad ascoltarlo con cura.
Elettronica sperimentale, dunque. 4 grandi nomi italiani. E con due di loro, scusate se spezzo una punta di lancia per me, ovvero Maurizio Arcieri e Maurizio Bianchi, ho avuto anche il grande onore di far musica.
Bene. Io credo che Faust'O, il nostro amico Fausto Rossi sia assolutamente uno di questi 4 "grandi" uomini della sperimentazione elettronica negli '80 in italia.
Lo ritengo uno dei più integri e coerenti. Anche nel tempo.
Un artista fondamentalmente incompreso e non apprezzato pienamente per il tipo di ricerca difficile che ha sempre tentato, ma che col passare degli anni, rimane uno dei più citati (sopratutto tra i musicisti) come influenzante i percorsi artistici altrui.
Un artista assolutamente oltre il proprio tempo, e avanti anni luce rispetto tutte le cose che lo circondavano allora.
Si trattasse di "song" o ballate "cantautoriali", o di uso dei testi e del cantato in italiano, come di poesia o di musica elettronica e sperimentazione.
Ne ho avuto una implicita conferma 10 anni dopo "Out Now". Nel suo disco "Cambiano le cose" del '92.
Fausto ci presenta alcune cose sulla sua scrivania:
Alcune sono riconoscibili, altre meno. Mi piacerebbe chiedergli l'elenco preciso di tutti..