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Oggi ho trovato questo
POCO ZUCCHERO 1979
Kleenex
Un pacchetto di Kleenex
e maiali in lamè
dentro la suite di un Hilton
e tutto quello che c'è
Sempre impegnato con gente piu vecchia di me
vecchie ragazze coi seni scoperti perchè
la mia faccia in un poster
sfiora la verità
puoi trovarla in un college
o nel cesso di un bar
Ruvidi giochi di gente per bene a metà
nuovi fantasmi che chiedono complicità
La mia lingua su un tampax (la mia faccia in un climax
sfiora la castità sfiora la crudeltà)
per servirti ho il mio rolex
per freddarti ho l'età
Stupida gente che crede nell'ambiguita
sempre qualcuno che sfugge ma solo a metà
Questo testo mi ha sempre incasinato il cervello, quante volte ho cercato di capirlo nella sua interezza?
Questo affresco oscuro che mi dà sempre quel senso (bello) di angoscia.
Può sembrare strano ma l'angoscia mi affascina, le storie torbide e paludose sono il mio pane.
Questa canzone ha segnato i miei 17/18 anni. Essì che ero anche uno dei primi Zerofolli d'Italia, come potevo conciliare due passioni così ....opposte?
A questa domanda io non ho mai trovato risposta, forse sono duplice....
Se qualcuno mi trova una spiegazione logica del testo, magari apriamo un dibattito.
(La parte del testo in rosso è la versione censurata per il 45 giri)
POCO ZUCCHERO
Italia 1979, Faust’O esce con questo strano disco, dopo un capolavoro della musica italiana come “Suicidio” e un 45 giri “Anche Zimmerman/Kleenex”.
Dicevo, strano disco perché ci sono in atto alcuni cambiamenti. Si inizia con “Vincent Price”, bizzarra e ironica canzone che sembra un continuo del glam che avvolgeva l’atmosfera di “Suicidio”, poi abbiamo “Cosa Rimane”, funky e ballabile con il suo testo polemico e ancora ironico: “vuoi rubare il tempo ma solo per un giorno/ il resto è solo un vizio che ti rende storpio”. Non c’è ritornello, solo un sax a chiudere le due strofe. Delle gocce ci addentrano in “Attore Malinconici”, dalle movenze sensuali e un po’ lo-fi. Sembra continuare su un'altra linea “Oh oh oh”, odiosa traccia orecchiabile poco digeribile. Altra traccia secondo me inutile è “Kleenex”, orribile in questa versione, praticamente una voce a tratti soffusa su una musica che sa di midi.. ma dài!! Molto meglio la versione uscita su singolo con le schitarrate acide e tutto il resto.
A risollevare la situazione e la media dell’album si mettono in evidenza “In tua Assenza”, “Il Lungo Addio” e “Funerale a Praga”. Praticamente un’altra atmosfera, tutto è gelido, triste, tutto è capolavoro e sembra fuoriuscire dalla Berlino di fine ’70. Anche se “In Tua Assenza” Faust’ O riprende, come molti sanno, il testo di “Breaking Glass” di Bowie, la voce del nostro Rossi sarà fonte d’ispirazione di uno come Piero Pelù; ascoltatevi “Desaparecido” e ditemi se le due voci non si assomigliano. Poi come dicevo “Il Lungo Addio” e mi sembra di sentire del dark: “Non è geniale che ci sia chi sputa sempre nel mio caffè/Non è poi male se riesco ad addormentarmi per terra alle sei/Mi sento nervoso, qualcosa non va Non ho più fame e mi sento un po' giù/Vorrei andarmene un po' via/Vorrei dirti di andar via/Voglio dirvi di andar via/Voglio andarmene un po' via, via!” .
Ma per finire il capolavoro assoluto del disco, uno degli apici mai raggiunti da questo artista e dalla musica italiana tutta: “Funerale a Praga”, 7 e passa minuti di oscurità, di morte. Un violino s’innesca nel battito lineare delle percussioni, è triste profondamente; poi il piano, poche note, forzate e dure.. ti colpiscono. È solo l’introduzione agli istanti elettronici e alle parole che verranno.. “rotto dietro ai vetri ho appeso la tua noia sotto i miei piedi mai distesi/ dritto contro il muro bevo la mia forma mentre aspetto il carro, ma in ritardo poi irritato, poi irritato e stanco”, poi, “stretto nell’asfalto sputo sui miei piedi mentre arriva il carro, ma in ritardo poi irritato e stanco”.. arriva la coda finale di ben 4 minuti circa con il solito battito lineare, le tastiere quasi apocalittiche e il sax con il suo assolo.
Un tre perché come avete visto è un disco strano, in bilico fra cazzeggio e disperazione, farà di meglio successivamente con “J’accuse.. amore mio” dell’80 e assolutamente con “Out Now” e “Faust’ O” dell’82.. Dopo “Love Story” (altro grande lavoro!!) Faust’O riprenderà il suo vero nome: Fausto Rossi.
Artista geniale da conoscere assolutamente.
RECENSIONE DI TH
E CLASH DAL SITO DEBASER