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intervista e chiacchierata con
Fausto Rossi
Radio Popolare Brescia
03-09-1995
Come mai la scelta di usare uno pseudonimo ai tuoi esordi discografici
Per poi firmarsi in questi ultimi anni col tuo vero nome,
si ha l’impressione che sia terminato un ciclo
o è solo una tua esigenza?
Perché all’inizio si credeva che Fausto Rossi
fossi banale per cui si dovesse trovare uno pseudonimo,
quello che si dice un nome d’arte.
M’avevano proposto questori sembrava che potesse andare bene.
(ride)
Abbastanza originale?
Sì anche se col tempo mi è sembrato un po…..
Dai insomma gli anni passano è un po’ demenziale….
(ride di nuovo)
In effetti tu ti definiresti un cantautore nel significato più classico che conosciamo, al di la del tuo linguaggio musicale?
Difatto no.
No perché i cantautori che noi conosciamo,
trattano sia la musica e quel che dicono, i contenuti in tutt’altro modo.
Nei tuoi lavori compare una costante visione ONIRICA della vita,
l’inconscio che prende forma trascinandosi dietro paure
ed angosce che a volte si concretizzano anche nei tuoi brani.
Come mai questa scelta originale di comporre testi
e soprattutto non credi che si perda buona parte di comunicabilità da parte di chi ti ascolta?
Bhe……..
Intanto se una persona che scrive non ha da scrivere di se stesso,
non ha bisogno di scrivere di se stesso,
di quello che ha all’interno,
farebbe bene anche a non scrivere.
Non vedo di cosa bisognerebbe scrivere d’altro
se non di se stessi e delle esperienze di se stessi.
Anche se diciamo la comunicabilità per chi ti ascolta è piuttosto ridotta……..
Ma questa è una questione di forma,
di termini se vuoi ma i contenuti sono un'altra cosa
Se una persona non riesce a riconoscere dei contenuti originali sono problemi suoi,
evidentemente è pieno di sovrastrutture e capace di intendere solo un certo tipo di cose,
solo un certo tipo di linguaggio codificato.
Anche se possiamo dire tranquillamente che ormai chi ti ascolta è abituato a un tuo modo di scrivere,
o no?
Sì,
questo e possibile anche se è cambiato un po’ il modo di scrivere,
dove è vero che
in un primo tempo o comunque fino all’ultimo disco
i miei testi risultavano abbastanza ermetici.
Io non trovo che questo disco (L’ERBA) abbia dei testi ermetici,
credo che siano molto immediati,
che dicano quello che si legge e che non ci sia nient’altro dietro.
Mi sembrano che risultino molto intensi comunque come sensazioni molto forti sempre…..
Intensi sì,
ma sai ogni volta che tu dai sfogo a te stesso e lasci che esca,
cerchi di aspettare le parole davanti alle labbra
e basta non fai altro che PRENDERE TRADURRE E SCRIVERE.
Inevitabilmente questo è intenso.
(fine prima parte)